TURISMO DEL CARSO

Il Carso ha un'eredità naturale riconosciuta, con zone protette (Natura 2000, UNESCO, EPO, NV), che comprendono superfici prative, paesaggi con vigneti, foreste, ecc. con le specie tipiche direttamente e indirettamente influenzate dalle attività economiche del territorio. L'obiettivo delle attività è introdurre nuove tecniche per la tutela ambientale, da promuovere durante le attività di marketing dei prodotti locali e del turismo. Le attività agricole, importanti per il mantenimento del paesaggio culturale, diventano negative quando i fitofarmaci (PPP) e l'irrigazione vengono usati in modo irrazionale. I residui dei PPP si ritrovano sull'uva, nel vino, nel suolo e nelle acque (sotterranee), e possono raggiungere tutto l'ecosistema a distanze importanti.

In collaborazione con gli uffici di tutela ambientale, verranno introdotti nuovi strumenti per monitorare i vigneti, con l'obiettivo di conservare l'eredità naturale, diminuire gli effetti dannosi della viticoltura e migliorare la sostenibilità delle produzioni locali di qualità. Le attività comprendono il monitoraggio transfrontaliero di malattie ed insetti nei vigneti per garantire una corretta produzione di uva. L'utilizzo di modelli previsionali servirà a preannunciare l'insorgenza di una malattia, ottimizzare la difesa diminuendo il numero delle applicazioni e l'immissione dei PPP nell'ambiente. Nella scelta dei principi attivi si valuterà sia efficacia che classe tossicologica, escludendo i PPP pericolosi per l’uomo e l'ambiente. Verrà costruito un database sulla presenza e sugli effetti delle sostanze inquinanti con linee guida pratiche. In questo modo le aree protette e i viticoltori saranno tutti inclusi nel sistema di controllo. Anche il consumo razionale dell'acqua rappresenta una sfida nel Carso. Durante periodi di siccità (es. 2012) il consumo dell'acqua aumenta poiché si irrigano i vigneti.

Se fatta in modo non professionale, non considerando il bilancio idrico delle piante, l’irrigazione apporta acqua in eccesso, aumentano i costi e la qualità dell'uva è più scarsa. Il bilancio idrico sarà calcolato utilizzando approcci vari: 1. calcolo dell'evapotraspirazione con parametri meteorologici, 2. monitoraggio dell’umidità del suolo e 3. monitoraggio del potenziale idrico fogliare. La combinazione dei tre approcci darà una visione dello stato idrico di una pianta. Il monitoraggio richiederà quindi un approccio territoriale per includere le differenze pedo-climatiche dell'intera regione. Il punto di partenza sarà dunque l'identificazione delle aree di eredità culturale e naturale da includere negli itinerari turistici, mentre le attività coordineranno gli obiettivi di tutela dell'eredità con i controlli sul campo. Le analisi saranno svolte dall'Università degli Studi di Udine e dal Istituto agricolo della Slovenia (KIS), mentre la realizzazione degli strumenti interattivi, delle analisi costi-benefici e il coordinamento con i rispettivi uffici per la tutela dell'eredità coinvolgeranno tutti i partner progettuali.